D'ISTANTI VICINI


Milano, Italia. 22 Marzo/4 Maggio. Lockdown.

Dal nono piano osservo ipnotizzato le piccole e sparute figure umane dei miei vicini, con i propri riti quotidiani, strappati tenacemente all’isolamento di una distanza sociale tanto necessaria quanto innaturale.

Ho bisogno di avvicinarmi, non mi interessa il rapporto con il vuoto dello spazio circostante, voglio isolare e concentrarmi su una condizione umana che isolata lo è già.

Accosto il mio iPhone ad un piccolo binocolo residuo di chissà quale viaggio: una sorta di microscopio, ho trovato il mezzo.

Ne vengono fuori inquadrature costrette, incerte, sfocate che rappresentano esattamente il mio stato d’animo e cristallizzano esteticamente la condizione di straniamento dei personaggi di questa strana condizione imposta.

La distanza fisica si sublima nella contrazione temporale e spaziale di istanti tanto normali nella propria quotidianità quanto eccezionali nel proprio significato.

Istanti che colmano con una propria forza e dignità la distanza tra un prima ed un dopo.

Forse non andrà proprio tutto bene, ma passerà.

D'ISTANTI VICINI


Milano, Italy. March 22nd/May 4th. Lockdown.

From the terrace of my apartment at the 9th floor I observe, like ipnotized, the small and haggard human figures of my neighbours with they daily rituals, stubbornly torn from the isolation of a social distance that is both necessary and unnatural.

I need to get closer, I don't care about the relationship with the emptiness of the surrounding space, I want to isolate and focus on a human condition that is already isolated.

I put my iPhone next to a small binocular left over from who knows what trip: a sort of microscope, I have found the medium.

The result are forced, uncertain, blurred shots that exactly represent my state of mind and aesthetically crystallize the alienation condition of the characters of this strange imposed condition.

Physical distance is sublimated in the temporal and spatial contraction of instants as normal in their daily lives as they are exceptional in their meaning.

Instants that bridge the distance between “before” and “after” with their own strength and dignity.

Maybe it won't be all right, but it will pass.

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